sabato 28 settembre 2013

Libri. Gabriele Marconi torna in libreria con "Fino alla tua bellezza"

Sabato scorso, presso la sede catanese di “Spazio libero Cervantes”, si è tenuta la presentazione del nuovo libro di Gabriele Marconi: Fino alla tua bellezza. 
Gabriele Marconi è giornalista-scrittore “alternativo”, è tra i fondatori della Società Tolkieniana Italiana, ha collaborato al “Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien” ed è già stato autore di libri di successo come “Le stelle danzanti”, romanzo dedicato all’epopea dannuziana di Fiume. Ha partecipato, inoltre, come autore alla trasmissione di Radio2 Rai “La Storia in giallo” e inciso due album musicali. 
Nel suo ultimo romanzo "Fino alla tua bellezza" racconta una storia di uomini immersi in un contesto storico fondamentale per la storia europea. Una storia d'amore e di lacerazioni, di idee e di combattimenti.
Il romanzo è ambientato in Spagna nel 1937. In una nazione sconvolta da una sanguinosa Guerra civile Giulio Jentile e Marco Paganoni, dopo aver condiviso il fermento rivoluzionario dell'impresa fiumana di Gabriele d'Annunzio, si ritrovano sul fronte franchista a combattere una loro guerra diversa e privata. All'indomani della battaglia di Guadalajara, si avventurano dietro le linee nemiche per salvare l'anarchico Dado, loro compagno a Fiume, ora condannato a morte dagli stalinisti. Inizia così il romanzo di Marconi, fondato sull'amicizia e sul coraggio, dove la Storia non è che il tragico sfondo contro il quale gli uomini lottano per restare fedeli ai propri ideali e ai propri affetti.
“Ho scritto questa storia -racconta Morsello- pagina dopo pagina, non ho predisposto nulla, non ho telecomandato i personaggi in base a idee precostituite. Credo che questo sia il segreto fondamentale nella costruzione di una storia veramente sentita”.
(Alberto Cardillo - I Vespri, 28/09/2013)

Sisma del 2002, Calabretta: "Lo Stato truffa i cittadini onesti"

Per raccontare questa storia di italica ingiustizia bisogna tornare indietro di qualche anno.
Era la fine del mese di ottobre 2002, alle 11:02 una fortissima scossa, concomitante con l’eruzione del vulcano Etna, scuote la zona jonico-etnea e parte dell’acese, colpendo maggiormente i Comuni di Santa Venerina, Giarre, Acireale, Sant’Alfio, Milo. Il bilancio è catastrofico: centinaia di feriti, 1.300 senza tetto, 3.000 coloro che hanno subito danni.
Per fronteggiare le pesanti ripercussioni della calamità naturale, il Governo Berlusconi decise di dichiarare lo Stato di emergenza, sospendendo il pagamento delle tasse fino al 2005 per i cittadini dei Comuni più colpiti.
Da quella data in poi i cittadini avrebbero potuto pagare il tutto o in un'unica soluzione o in una rateizzazione con 304 rate. Quindi da una parte vi furono coloro che preferirono pagare ugualmente, mentre dall'altra molti decisero di attendere la rateizzazione, e altri -che come spesso accade in Italia- approfittarono della situazione per cercare di non pagare quasi del tutto.
Nel 2007, al fine di incentivare a pagare chi ancora non lo aveva fatto, fu concessa una regolarizzazione: versare i tributi dovuti all’erario ma con uno sgravio del 50%. A questo punto entra in scena il comitato spontaneo “Sisma 2002”, rappresentato dal Dottore Commercialista acese, Rosario Calabretta.
Da allora il comitato di cui sopra si batte contro quella che definiscono una vera e propria “truffa a danno dei cittadini onesti che pagano le tasse”. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo raggiunto al telefono Rosario Calabretta. “Ci troviamo di fronte ad una vicenda di maleducazione fiscale -afferma il portavoce di “Sisma 2002”- come al solito il fesso è chi paga, chi non paga trova sempre una scappatoia. Chi dopo il 2005 ha pagato tutte le tasse è stato trattato in modo diverso da chi non ha pagato e dopo il 2007 ha potuto usufruire di uno sgravio del 50%.”
Questa vicenda, ricorda inoltra Calabretta, ricalca da vicino quella del 1990, quando a seguito di una calamità naturale causata sempre dai movimenti tellurici dovuti all’attività dell’Etna, fu concessa dapprima una proroga per il versamento dei tributi e poi seguirono una serie di sgravi per chi non aveva pagato che arrivarono addirittura fino al 90%. “Oggi -ricorda Calabretta- vi sono molti cittadini che vogliono indietro i soldi che hanno versato, chiedendo pari trattamento con gli altri più avvantaggiati che hanno usufruito degli sgravi. Per questo chiediamo allo Stato di mettersi in regola, anche perché ben tre sentenze della Cassazione hanno dato ragione alle istanze di quei cittadini a tutti gli effetti truffati dall’erario. Sono oltre 70.000 i ricorsi in corso, cosa accadrà quando molti di questi arriveranno alla sentenza? Lo Stato dovrà restituire i soldi con l’aggravio dei tanti interessi”.
Ma a che punto è oggi la battaglia che si è intestata il Comitato “Sisma 2002”?
“Dopo quasi dieci anni di lotte -spiega un quasi rassegnato Calabretta- mi sento un po’ disarmato. Gli alti piani della politica non ci hanno sostenuto, anzi c’è stato una sorta di muro di gomma d’innanzi al quale si sono schiantate le richieste di decine di migliaia di cittadini. Nonostante tutto, comunque, abbiamo coinvolto il Consiglio Provinciale di Catania e tutti i 13 Consigli Comunali dei Comuni dove ricadeva l’area dei cittadini che potevano usufruire degli sgravi. I Consigli -aggiunge Calabretta- hanno votato delle delibere chiedendo giustizia per i propri cittadini onesti e dandomi mandato per difenderli nelle sedi opportune”.
Nel 2011 qualcosa sembrava sbloccarsi, quando il Comitato rappresentato da Calabretta, ormai alla ribalta della stampa nazionale, fu ricevuto dall’allora Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale si impegnò nell’attenzionare la questione. Il gruppo di Futuro e Libertà formulò anche un’interrogazione al Governo, il quale rispose però che chi aveva pagato non aveva diritto ad alcun rimborso.
“Da allora la nostra battaglia ha subito un duro colpo -spiega un dispiaciuto Calabretta- molti di quelli che tra politici e rappresentanti delle categorie ci avevano dato sostegno, una volta spenti i riflettori dei media ci hanno abbandonati e oggi ci troviamo praticamente da soli. I politici locali che siedono a Roma non ci hanno aiutato e perfino la Confcommercio si è defilata quando abbiamo chiesto aiuto a loro per indire una class action. Questo fa capire -chiosa il portavoce di “Sisma 2002”- che è in gioco una grande partita di ordine non solo economico ma anche morale.
Noi comunque non molleremo finché non sarà fatta giustizia”.


(Alberto Cardillo - I Vespri, 28/09/2013)

Giarre: Cambia il comandante dei Carabinieri. Subito operazione anticriminalità

Il 20 settembre scorso, presso la sede della compagnia dei Carabinieri di Giarre, il nuovo Comandante  si è presentato alla stampa. Tenente, facente funzioni Capitano, Claudio Moschella, classe ’84, originario di Messina. Dopo aver frequentato l’accademia militare, ha prestato servizio come comandante e insegnante presso la Scuola allievi Carabinieri di Iglesias e negli ultimi due anni è stato Comandante del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Monreale.
Moschella subentra al Capitano Marcello Mari, quest’ultimo dopo quattro anni (in chiaro-scuro) è stato inviato in Emilia Romagna, alla guida della Compagnia di Ferrara.

In questi prima settimana di lavoro, il neo-Comandante ha fatto il punto della situazione con i suoi collaboratori, riunendo anche i comandanti di tutte le Stazioni facenti capo alla Comapagnia di Giarre.
Moschella, ha subito notato la differenza di fondo tra Monreale e Giarre, puntando l’attenzione sul fatto che quest’ultima a differenza di Monreale non è una città che per cultura e ragioni storico-sociali ha delle incrostazioni criminali insite nel tessuto sociale. Insomma, il Tenente ha subito capito che Giarre è una sorta di “nobile decaduta” in preda ad una violenta occupazione di vandali e criminalità comune di strada.

Negli ultimi anni la questione della sicurezza si è imposta tra i primi punti all’ordine del giorno nell’agenda del Comune di Giarre e di conseguenza di tutta la fascia jonica. Di chi è la responsabilità della recrudescenza del fenomeno della criminalità? Di certo, oltre allo scaricabarile tra istituzioni, i principali fattori sono l’asfissiante crisi economica e la mancanza di risorse adeguate per le forze dell’ordine, costrette a muoversi nell’ambito di una spesa contingentatissima e sotto organico.
A niente sono servite in passato le raccolte di firme di Azione Giovani per il potenziamento della locale Compagnia dei Carabinieri, e di Liberiecittadini per l’apertura di un Commissariato di Polizia a Giarre.

Comunque, il Tenente Moschella ha subito voluto far sentire la sua presenza, dando il via ad una operazione anticriminalità presso il quartiere popolare Jungo.
I militari, coadiuvati dai Vigili del Fuoco e da una squadra speciale di manutenzione dell’Enel, hanno setacciato palmo a palmo il quartiere, controllando garage, scantinati, cortili e anche alcune private abitazioni.
Scopo principale dell’operazione  era quello di scoprire eventuali attività criminali come spaccio o coltivazione di stupefacenti, ritrovamento di beni rubati e l’individuazione di allacci abusivi alla rete elettrica.
Per quanto concerne la parte anti-droga, l’operazione non ha dato i risultati sperati, poiché non sono stati riscontrati né coltivazione né spaccio di stupefacenti, è stato però scoperto un incredibile cunicolo sotterraneo dove non si esclude che fino a poco tempo fa potessero trovare deposito anche ingenti quantità di droga.
Sono state invece riscontrate anomalie nel funzionamento di alcuni contatori dell’energia elettrica, i quali presentavano evidenti segni di manomissione.

A quanto pare, l’operazione di setacciamento della città non finirà qui, infatti nei prossimi giorni dovrebbero essere messe in atto nuove attività di controllo a tappeto, specie nelle zone più popolari, storicamente teatro di numerosi illeciti.

Di certo sono già partiti i posti di controllo dei CC nel centro della città, infatti nei giorni scorsi sono state numerose le sanzioni a carico di automobilisti che hanno infranto il codice della strada, e soprattutto a carico di conducenti di motocicli e ciclomotori che non indossavano il casco, per i quali è scattato il sequestro del mezzo. 

(Alberto Cardillo - I Vespri, 28/09/2013)


venerdì 27 settembre 2013

In Grecia si fa il golpe. Silenzio dei media.

Ore di grande preoccupazione ad Atene. Qualche ora fa il sindacato degli ufficiali di complemento dell'esercito ha pubblicato su internet un forte comunicato, esplicitando precise e pesanti richieste.
I militari chiedono le dimissioni del governo e del presidente della repubblica, invocando un governo di urgenza nazionale, facendo fuori tutti i politici e annullando tutti gli accordi imposti dalla Troika.
La minaccia, presa molto seriamente anche dal Mossad, il potente sistema di servizi segreti israeliano (riconosciuto come il più affidabile del mondo), segue ai quasi dieci giorni di sciopero generale e agli scontri di piazza tra neonazisti e comunisti. Insomma, la Grecia è nel caos e il debole governo di popolari e socialisti non sembra in grado di poter reggere a lungo. Il timore ben fondato, nonostante il silenzio dei media di queste ore, è quello di un effetto domino nei paesi ridotti sul lastrico dalla grande crisi di questi anni.

martedì 24 settembre 2013

Giarre: zero sicurezza, zero decoro urbano, zero dignità della politica

"Benvenuti a Giarre" - il grande tabellone che dava il benvenuto nella città
dall'ingresso di S. Maria la Strada non si vede più.
La Città di Giarre soffre di gran parte dei mali di cui soffre l’intera Sicilia, poca sicurezza, poca legalità, molto abusivismo, quasi nulla dignità della politica; la peculiarità è che qui questi mali crescono in maniera smisurata, ecco: Giarre è una Sicilia esagerata.
Da almeno due lustri la città che fu capoluogo dalla vasta area jonico-etnea, il centro del commercio e dell’artigianato, è diventata la capitale delle opere pubbliche incompiute, del degrado e della criminalità.
La classe politica che Giarre ha espresso negli ultimi dieci anni se valutata -com’è di giusto- con il metro delle condizioni in cui era la città e in cui è oggi, è da giudicare come inadeguata e fallimentare, poiché se è vero che non tutte le colpe sono della politica, molte delle responsabilità sulla pianificazione dello sviluppo territoriale (che comprende anche la sicurezza) sono da addebitare a chi questo territorio lo ha governato. 
La verità è che Giarre è stata -e guardando i nomi di chi siede in Consiglio continua ad essere- una colonia di potentati politici che hanno avuto cuore tutt’altri interessi rispetto alla crescita morale, materiale e civile della Città.
Così le incompiute restano incompiute e i politici di oggi scaricano le colpe sui politici di ieri, che poi i politici di ieri, da molti vituperati, sono quelli a cui portavano la borsa i “grandi” politici di oggi che tra un giro di porcellum e l’altro hanno anche trovato un insperato scranno romano. Poi dicono che in Italia non c’è mobilità sociale…
Nel frattempo però abbiamo assistito agli spot della precedente amministrazione che, mentre perpetrava enormi buchi di bilancio, propagandava Giarre come capitale europea delle incompiute, rilasciando interviste alla Bbc e inviando pezzi di incompiute alla Biennale di Venezia. Guarda che artisti incompresi sono i giarresi, avranno certamente detto, tra un sorriso e l’altro, i critici continentali e d’oltre frontiera. Oggi -per grazia divina- quella giunta non c’è più, ma presso le incompiute sono tornati i caroselli dei sopralluoghi delle commissioni consiliari; ne sentivamo la mancanza.
E mentre nel palazzo si consumano le solite liturgie, consiglieri che segnano assenze strategiche in Consiglio perché non sono stati accontentati come volevano, altri che vanno in commissione firmano e se ne vanno, e tante altre cose su cui non vale neanche la pena soffermarsi, la città sprofonda in una crisi profonda dettata anche dalla mancanza quasi assoluta di sicurezza. In questi primi venti giorni di settembre già quattro eventi gravi hanno rappresentato la serietà della situazione: per ben tre volte l’Ard discount di Corso delle Province ha subito delle rapine e la Posta di S.Giovanni Montebello è stata oggetto di un tentativo di rapina, quest’ultima ventata solo dal pronto intevernto dei Carabinieri; nella seconda metà di agosto sono stati presi di mira dai rapinatori altri due supermercati, in più vanno considerati i furti di auto (almeno 3/4 al giorno) e le numerosissime denuncie per furti in private abitazioni.
Alla crisi della sicurezza si aggiunge l’assoluta mancanza di un decoro urbano che sia degno del rango di una città capofila, non sono giustificabili in nessuna maniera i cumuli di sabbia nei pressi della Stazione della Circumetena, la sporcizia della piazzetta Macherione, l’abbandono della villetta sita in via Pertini, la tacita e colpevole tolleranza del mercatino abusivo degli extracomunitari nell’ottocentesca ed oggi decaduta Villa Margherita, l’altrettanto colpevolissimo silenzio sulle decine di mercanti abusivi che giornalmente trasformano le strade di Giarre in un mercato natural-abusivo. 
E poi, vogliamo parlare delle condizioni delle strade? Probabilemente la lunga Via Balbia che costeggia la riviera libica, inaugurata da Mussolini negli anni ’30, versa in condizioni milgiori, quantomeno se qualcuno ruba la botola di un tombino, le autorità non la sostituiscono con una transenna e un copertone infilati dentro al tombino medesimo, ma a Giarre abbiamo visto anche questo!
Insomma, Giarre è in una crisi profonda, e il vero danno è che all’orizzonte non vi è la minima speranza di intravedere una classe dirigente capace di risollevare le sorti della città, perché non ci sono gli uomini capaci -e se ci sono, sono in minoranza- e perché infondo non vi è neanche la volontà.

(Alberto Cardillo - I Vespri)

domenica 22 settembre 2013

Il Sondaggio. La rinascita di Forza Italia è un flop

Silvio Berlusconi, 77
Secondo l'ultimo sondaggio dell'Istituto Piepoli la rifondazione di Forza Italia è un flop. Dai dati del sondaggio viene fuori che rispetto all'ultima rilevazione il Pdl, oggi Forza Italia, ha perso un 2% pieno, passando dal 25,5% al 23,5%. Una scelta di cuore andata contro gli interessi della realpolitik e dell'aritmetica? Probabile, visto che molti elettori del Pdl non avevano mai votato la creatura berlusconiana nata nel '94.
Nel frattempo, però, gli alleati del centro destra, Fratelli d'Italia e Lega Nord, sono cresciuti di mezzo punto, attestandosi rispettivamente al 2,5% e 4,5%.
Nel campo della sinistra bene il Pd (29%), stabile Sel (4,5%).
In caduta libera Scelta Civica scesa ormai sotto il 4%, cedendo probabilmente all'araba fenice Udc che dopo aver rischiato l'estinzione è ritornata stabilmente sopra il 2%.

L'intervista. La Mantia: "Ricostruiremo quello che i colonnelli hanno distrutto"

Mauro La Mantia (FdI), 33
La riesumazione di Forza Italia da parte del mai domo Cav. di Arcore ha aperto la strada al riassetto complessivo dell’intero centrodestra. La tentazione veltroniana del partito unico è dunque fallita a destra così come a sinistra (magari si fosse occupato più di cinema e meno di politica).
La scorsa settimana si è svolta a Roma la festa di Atreju, la tradizionale Kermesse del movimento giovanile di An, oggi festa di Fratelli d’Italia. A conclusione della tre giorni romana, Giorgia Meloni, ex Ministro della gioventù, oggi deputato e coordinatrice di FdI, ha lanciato “Officina Italia”, un nuovo laboratorio politico dove discutere di un nuovo centrodestra finita l’era Berlusconi (sempre che il Cav. non s’inventi qualche nuovo e pazzesco colpo di scena). Ma davvero Fratelli d’Italia potrà intestarsi il difficile compito di traghettare verso il futuro lo schieramento politico di cui Berlusconi è tutt’ora padre-padrone? Ne abbiamo parlato con Mauro La Mantia, storico dirigente di Azione Giovani e Giovane Italia, oggi, dopo aver lasciato il Pdl nel dicembre scorso, è uno degli esponenti siciliani più attivi del partito della Meloni.
La Mantia, ad Atreju sono state poste le basi per un nuovo progetto politico denominato “Officina Italia”. L’orizzonte è un nuovo partito di destra o la composizione di un nuovo centrodestra “deberlusconizzato”? 
In Italia, per ragioni storico – politiche, quello che chiamiamo centrodestra in qualsiasi altro Paese europeo si chiama destra. Ad ogni modo per noi sono etichette, quello che conta sono i contenuti. Nel suo intervento Giorgia Meloni ha indicato quali sono i contenuti che Fratelli d’Italia vuole portare in “Officina l’Italia”. Ne cito solo alcuni: la sovranità nazionale, il riposizionamento dell’Italia nell’UE e la questione dell’Euro, la guerra ad ogni privilegio come le pensioni d’oro, la difesa dei valori non negoziabili. Il nuovo centrodestra che abbiamo in mente è molto diverso da quello attuale. Vogliamo programmi chiari, nessun governo tecnico o di larghe intese con la sinistra, elezioni primarie a tutti i livelli e la selezione della classe dirigente secondo criteri di merito e consenso popolare. 

Come giudica lo scetticismo che ha qualcuno da destra -vedi Storace- nei confronti di “Officina Italia”?
È uno scetticismo che francamente non comprendo. Il perimetro tracciato da Giorgia Meloni del nuovo soggetto politico è ancorato a valori e programmi della destra italiana. Non vorrei che qualcuno guardi con sospetto la realtà di un partito, come Fratelli d’Italia, che oltre ad avere una classe dirigente “navigata” ha anche una nuova generazione, di cui la Meloni è la massima espressione, che vuole ricostruire quanto i colonnelli hanno distrutto. 

Le elezioni europee si avvicinano, a quale elettorato punta FdI, e perché gli elettori di centrodestra dovrebbero votare per il vostro partito anziché PdL-FI o altre piccole formazioni a destra?
Gli elettori che sono alla ricerca di una valida alternativa politico – culturale alla sinistra possono trovare in Fratelli d’Italia un nuovo centrodestra che superi errori e contraddizioni di quello vecchio. Penso alla questione dei condannati nelle liste, ai metodi poco politici di selezione della classe dirigente ed ai tanti errori commessi quando eravamo al governo della nazione. Noi abbiamo fatto autocritica, vogliamo voltare pagina.

Alla prossima tornata elettorale troveremo il simbolo di Fratelli d’Italia sulla scheda o ci sarà un rassemblement di più partiti?
Noi continueremo a radicare Fratelli d’Italia sul territorio preparandoci alle prossime elezioni. “Officina Italia” servirà a lanciare un manifesto politico che unisca in Fratelli d’Italia i tanti delusi del centrodestra.

Anche in Sicilia Fratelli d’Italia sta lavorando da mesi al radicamento territoriale. Come giudica il cammino compiuto sin qui e quali saranno i prossimi passi del coordinamento siciliano del partito?
Alle scorse elezioni politiche in Sicilia non sono scattati i seggi quindi rispetto ad altre regioni abbiamo avuto qualche difficoltà. Tuttavia in questi giorni abbiamo ricevuto tanti segnali di vicinanza di ex dirigenti e militanti di An e di altri partiti di centrodestra che vogliono unirsi a noi. Ci aspettano mesi di opposizione nelle piazze contro un governo regionale incapace di risolvere i problemi dei siciliani. 

Il futuro del centrodestra italiano è il tandem Meloni-Tosi?
È una bella suggestione che può realizzarsi. Quella di Tosi e Meloni sono storie politiche diverse che però si incontrano su tanti punti programmatici. Il futuro, credo non molto lontano, del centrodestra è certamente rappresentato da loro.

Ultima domanda. Si dice che Giorgia Meloni sia una Marine Le Pen in salsa italiana, qualche “maligno” dice però che però guarda con troppa attenzione al liberal-conservatorismo e poco alla destra sociale. Che ne pensa?
Io domenica scorsa ho sentito ad Atreju un discorso di alto livello politico di un leader le cui parole d’ordine sono quelle iscritte nella tradizione della destra italiana. Questa tradizione affonda le sue radici nei valori e nei programmi della destra sociale. Da Cameron e la Merkel non ho mai sentito la critica alle lobby finanziarie che affamano ai popoli, l’opposizione ad un’Europa dei tecnocrati, la difesa dello Stato sociale, la tutela della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, il sostegno alla vita dal concepimento alla morte naturale.

(Alberto Cardillo - I Vespri)