sabato 19 ottobre 2013

Giarre. 100 x 100 Bonaccorsi: “Rispettati tutti gli impegni sui primi cento giorni”

Sabato scorso è andata in scena al teatro Rex di Giarre l’assemblea pubblica di Roberto Bonaccorsi. Il Sindaco ha raccontato i suoi primi 100 in un comune che vive una grave crisi finanziaria e tenta di riappropriarsi del ruolo di guida dell’area jonico-etnea. La partecipazione di pubblico, lusinghiera per gli organizzatori, è indice della luna di miele tra Sindaco e città e di una certa effervescenza politica del comune jonico, dopo che nella settimana precedente anche l’opposizione aveva convocato un’assemblea pubblica per relazionare sui primi 100 giorni di consiglio comunale. Quello di Bonaccorsi al Rex è un “One Man Show” ben riuscito, lui in piedi a calcare la scena e gli assessori seduti di lato. In principio coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e avere ragione dei suoi avversari in una polemica, risalente ai comizi chiusura della campagna elettorale, sul suo buon operato da assessore al bilancio del comune di Catania: il “suo” piano di rientro è stato approvato e la sua onorabilità professionale è salva. Di lì in poi sarà tutto uno sciorinare di cifre sullo stato di economia e finanza del comune di Giarre: “La verifica delle finanze pubblica che stiamo facendo -afferma Bonaccorsi- è uno degli impegni elettorali mantenuti. La situazione del Bilancio è drammatica, ma non credo al dissesto. Giarre non merita il dissesto e le sue conseguenze pesanti. Rimodulerò il piano di risanamento". Il Sindaco ha annunciato, dunque, di aver finito la lunga fase della ricognizione sulla posizione debitoria dell’ente: sono più di 14 milioni i debiti che eredita dalle precedenti gestioni. Con una variante i debiti saranno spalmati su dieci anni, in luogo dei cinque già previsti, ciò dovrebbe ad un tempo permettere di far fronte a passività superiori alle aspettative e consentire all’amministrazione qualche margine in più per lo svolgimento della propria azione. Bonaccorsi annuncia che, oltre a una riduzione della Tarsu pari al 10%, un 10% verrà rimborsato in 4 anni con una percentuale pari al 2,5 per anno. Il discorso del Sindaco si svolge sul registro del “fare”, ai conti fatti seguono le cose fatte ed è un rincorrersi di provvedimenti volti ad un riassetto complessivo dell’ente al fine di restituire efficacia all’azione e valore alle prestazioni professionali interne: tra destinazione del personale dipendente nelle posizioni coerenti con le qualifiche -col vistoso ricollocamento su strada di vigili urbani precedentemente destinati ad uffici- e creazione di un’area tributi, diversa dall’area finanziaria, nel quadro di un complessivo ridimensionamento di un dirigente più volte, da più parti, additato in campagna elettorale come causa del depotenziamento dell’azione politica degli amministratori. Vanta Bonaccorsi la pulizia della città, la restituzione del decoro e assieme della dignità – sebbene sia stato detto che peggio di così , va da sé, la città non avrebbe potuto essere ridotta- le villette che via via, nel centro e nella periferia, vengono ripulite e pare, talvolta a sentir bene, che per un ente locale del 2013 gli atti di ordinaria amministrazione abbiano assunto i caratteri della straordinarietà in questo tempo di vacche magre. Il Sindaco annuncia poi il costituendo ARO (ambito di raccolta ottimale) e l’impianto di un’isola ecologica nella frazione di Sciara, in un sito già individuato nel passato, poi non realizzato per l’opposizione dei residenti. Quanto al wi-fi gratuito nelle piazze, che l’efficace grafica della comunicazione del sindaco indica come già “Fatto”, sono stati impiantati gli elementi infrastrutturali ma le connessioni non sono ancora attive, in attesa degli aggiudicatari dell’appalto per il servizio. La cosa più sorprendente che si sente dal sindaco è la proposta di una piazza Duomo più estesa sia sul lato corto in direzione della villetta Garibaldi sia sul lato lungo, creando così continuità all’estensione della piazza e nuove occasioni per nuove attività commerciali con affaccio sulla piazza. Pare ricco il bilancio di questi primi giorni del Sindaco tecnico, che domina i numeri, ma per larga parte è parsa la relazione di un presidente dimissionario o sfiduciato in carica per il disbrigo degli affari correnti. L’unico lampo nel progetto per Piazza Duomo, poi tante cose, ma sfugge l’orizzonte di senso politico, la ricerca di un’anima per Giarre e della sua vocazione: che futuro per scuole, servizi, commerci? La dovizia e la competenza sui numeri fanno di Bonaccorsi un eccellente tecnico, resta il dubbio che al netto della buona comunicazione e delle grafiche efficaci la politica sia altra cosa.

(D.L. e Alberto Cardillo - I Vespri, 19/10/2103)

sabato 12 ottobre 2013

Giarre. C'è ancora "Un'altra Giarre" che vuol farsi sentire

La scorsa settimana Salvo Andò e Salvo Vitale hanno chiamato a raccolta il popolo che insieme a loro ha combattuto durante la dura campagna elettorale delle scorse amministrative di giugno.
L’occasione è stata l’assemblea pubblica convocata presso Sala Messina per presentare la nuova Associazione “Per Un’Altra Giarre”, naturale sbocco dell’omonimo Comitato Civico attorno al quale ha ruotato l’intera coalizione che ha sostenuto Salvo Andò nella corsa alla poltrona di primo cittadino.


"Durante la campagna elettorale abbiamo assunto un'obbligazione con la città -spiega Salvo Andò- promettendo che comunque fossero andate le cose non avremmo abbandonato il campo. Oggi ci ritroviamo qui, in un periodo post-elettorale solitamente considerato come "morto", invece siamo qui! Restiamo qui fare opposizione seria, pulita, legalitaria, intransigente, ad un'amministrazione assolutamente in continuità con il passato.
Il nostro -continua Andò- è un movimento aperto che va al di là delle appartenente partitiche dei singoli e saremo alleati di tutti i cittadini liberi che si troveranno sulla nostra lunghezza d'onda".
L’occasione è stata utile anche per fare il punto sui primi cento giorni dell’amministrazione e dell’opposizione. Durante il lungo pomeriggio di dibattito conclusosi quando ormai era sera, sono intervenuti numerosi cittadini e tutti i consiglieri di opposizione eletti tra le fila della coalizione capeggiata dall’ex Ministro, tutti non hanno lesinato aspre critiche all’amministrazione Bonaccorsi.
"Da me non sentirete mai parlare di opposizione costruttiva -dichiara un deciso Giannunzio Musumeci- non si può costruire con chi ha distrutto. In giunta e nel consiglio vedo le stesse facce di chi ha governato negli ultimi 10 anni, vedo inoltre gli stessi capi-bastone, deputati e senatori che hanno già in passato colonizzato Giarre. La vera discontinuità eravamo e siamo noi, ad esempio, se il 52% lo avessimo preso noi il Consiglio sarebbe stato rinnovato per il 70% con l'ingresso di ben 7 donne".
Gabriele Di Grazia (Lista Vitale per Giarre) è invece entrato nel merito di una delle tante promesse fatte dall’attuale Sindaco in campagna elettorale: “Vi interessa un'Audi A6? Il comune la vende. Vogliono 9.000 euro per un'auto di cui non si conosce lo stato e neanche il chilometraggio! Era uno spot della campagna elettorale, in realtà fonti bene informate dicono che non valga la pena neanche sistemarla.
Dicevano che avrebbero comprato un bobcat con i soldi della macchina venduta. Ne sono ancora così sicuri? Non credo. Intanto molti cittadini in buona fede c'hanno creduto”.
Anche il co-leader dell’opposizione Salvo Vitale ha bollato come inconcludente il nuovo Governo cittadino: “Quest'amministrazione ha spacciato la pulitura di due cespugli in una villetta per una rivoluzione. Certo, si dice che Giarre è più pulita di prima, ma come poteva mai essere più sporca? Qualsiasi amministrazione avrebbe avuto il dovere di rendere vivibile la città, questo entra nell'ordinario, non c'è nulla di cui vantarsi. Fin ora -continua Vitale- non abbiamo sentito una sola parola su come il Sindaco abbia intenzione di far uscire il Comune dalla grave crisi economica, ci vengono propinate cose che già sapevamo, senza dire cosa si intende fare; ecco, c’è una totale assenza di politica”. Poi l’affondo sui legami politici extragiarresi: “La verità è che questa maggioranza non ha reciso il cordone ombelicale con Bronte, le vicende come quella della nettezza urbana e il clamoroso silenzio sul progetto della regione sulle aree metropolitane -mentre gli acesi alzano la voce- provano quanto affermiamo. Fin ora niente di nuovo rispetto al passato. In atto solo una lotta contro un dirigente che, voglio sottolineare, anche noi avremmo depotenziato, ma che non può essere considerato natura di tutti i mali".
Durante i lavori dell’assemblea, a testimonianza della natura “multi-partitica” dell’opposizione unita nell’associazione “Per Un’Altra Giarre”, è intervenuta la consigliera del Pd Tania Spitaleri, la quale si è soffermata sulla politica dell’amministrazione a suo dire incentrata solo sugli spot ad effetto: “C'è poco da dire sulle cose fatte da questa amministrazione in questi primi cento giorni. Mi soffermo quindi sul metodo, e vi dico che quest'amministrazione ha saputo solo mettere in atto un meccanismo di comunicazione convulsiva e populista, si vive di post su Fb e specchietti per le allodole. Questa non è politica. Per il momento, abbiamo visto solo apparenza e un Sindaco abbastanza narcisista e chiuso a ogni confronto. La politica invece è partecipazione, militanza ideali”.
A metà dei lavori dell’assemblea è intervenuto anche il Dott. Giovanni Gulisano (Movimento Civico per Giarre), quest’ultimo eletto la scorsa settimana a Presidente della Commissione d’inchiesta sull’Ospedale di Giarre. Gulisano ha dichiarato che la commissione farà tutto quel che sarà nelle sue possibilità per evitare ulteriori depauperamenti del nosocomio giarrese.
Di amministrazione incapace di assumersi le sue possibilità ha invece parlato Raffaele Musumeci, il quale ha puntato il dito sull’ultima vicenda multe-strisce blu: “Su vicende come quella della riduzione delle multe elevate per irregolarità di chi parcheggia nelle strisce blu, bisogna dire che non è stata deliberata in giunta ma scaricano la responsabilità al Consiglio, quindi in un eventuale contenzioso che vedrebbe soccombente il Comune sarebbero i consiglieri a dover rendere conto dell'eventuale danno, non gli amministratori che tanto si vantano”.
A chiusura dei lavori Salvo Andò si è dichiarato soddisfatto della grande partecipazione all’evento, non facendo mancare una mica tanto velata punzecchiatura all’altra opposizione rappresentata dai due consiglieri “danniani” di “Città Viva”: “Sono certo che ripeteremo attività belle e partecipate come questa, magari cercando di coinvolgere anche le altre opposizioni oggi silenziose. In una città viva ci vuole un'opposizione che si fa sentire, se no la città non è più viva...".
Adesso quelli che attendo l’opposizione sono mesi fondamentali, dove dovrà essere messa alla prova la buona amalgama trovata in questo primo scorcio di consiliatura. In primo luogo bisognerà resistere alle “tentazioni del potere” che prima o poi si offriranno a chi siede in Consiglio, e poi bisognerà dimostrare che un’opposizione saggia che vuol bene alla città alza la voce quando è necessario, discute con tutti quando è possibile, propone migliorie quando è doveroso, anche ad atti proposti dalla maggioranza. Insomma, a Giarre serve un’opposizione non “costruttiva” (termine che sa tanto d’inciucio), ma responsabilmente combattiva, sempre capace di alzare la voce con giustezza senza il bisogno di strillare in maniera strumentale.

(Alberto Cardillo - I Vespri, 12/10/2013)








sabato 5 ottobre 2013

Giarre. Ultima chiamata per salvare l'Ospedale: Commissione d'inchiesta e Collegio di Difesa

Ormai da anni guarda all’Ospedale di Giarre paragonandolo ad un malato terminale, ma negli ultimi mesi sta accadendo davvero qualcosa di civilmente ingiustificabile. Fonti ben informate affermano che pezzi del servizio di anestesia vengono portiti  ad Acireale  e addirittura che  negli ultimi tempi l’ intero servizio di cardiologia -che in questi anni ha avuto pazienti per cinque volte in più rispetto a quelli avuti dall'analogo servizio dell'ospedale di  Acireale-  è stato trasferito nel nosocomio acese. La politica del “carciofo”, fatta in questi anni ai danni dell'ospedale di Giarre perché non aveva  santi in paradiso. Un Ospedale di recente apertura, fatto a pezzi da esponenti della mala politica di Acireale e di Bronte. E oggi che Giarre non sembra avere una classe politica in grado di difendere il diritto alla salute dei propri cittadini, lo smantellamento ha ricevuto un nuovo e più forte impulso.
Uno  smantellamento che, per onor di cronaca è giusto ricordare, si era fermato nei primi mesi di quest’ anno, perché movimenti politici e  pezzi di società civile avevano fatto fuoco e fiamme, manifestando e facendo presentare interrogazioni parlamentari. Qualcuno, a ben donde, ha pure minacciato denuncia alla corte dei conti per lo scempio che si faceva del pubblico denaro. Per queste ragioni si è salvata psichiatria e si avuto l'espansione del reparto di medicina . Adesso tutto torna inesorabilmente all'antico. Una volta passate le elezioni i capi partito della zona vanno all'incasso, sapendo che questa amministrazione non è nelle condizioni di difendere il territorio perché politicamente debole e di fatto alle dipendenze di chi ha messo insieme la coalizione vincente. Gli amministratori giarresi sono andati a parlare con l'Assessore alla Sanità a Palermo,  è vero, ma non sono stati ricevuti da nessuno, forse si sono fermati da qualche usciere dell’Assessorato.
Adesso, l’ultima speranza, il Consiglio Comunale adesso ha deciso di  fare una commissione d'inchiesta , ed è un bene che essa si sia fatta, ma l'inchiesta dovrebbe riguardare non ignoti, ma  quegli uomini politici che hanno sostenuto il centro-destra dell’asse Bronte-Grammichele-Acireale, molti dei quali ancora oggi vogliono distruggere il presidio ospedaliero. L'illusione di alcuni leader acesi  è che smantellando Giarre,  Acireale possa diventare ospedale di primo livello è del tutto infondata, si tratta solo di una manovra elettoralistica. Non esiste né la qualità dei servizi né una adeguata  dimensione degli stessi per poter legittimare queste ambizioni.
Se si vuole difendere l'ospedale di Giarre  bisogna chiedere l'applicazione della legge e degli atti amministrativi e riguardo alla programmazione regionale in materia di ospedalità , e bisogna soprattutto far valere la responsabilità contabile di quanti in questi hanno distrutto una risorsa importante come quella del nosocomio giarrese, affermando delle falsità quale quella che l'ospedale stava per crollare , falsità smentita dalle perizie. Quella politica, o meglio, quella mala-politica  non si è resa  conto che così facendo negava il diritto alla salute dei cittadini giarresi  e minacciava  il posto di lavoro di centinaia di persone, tutto questo sol perché bisognava  sistemare qualche primario in più ad Acireale, magari per ricambiarlo dei servizi elettorali resi in  campagna elettorale.
I giarresi  adesso hanno  bisogno di fatti e non di viaggi della speranza a  Palermo dove nessuno si fa carico di questa farsa-tragedia dell'ospedale di Giarre, di fronte alla quale coloro i quali hanno responsabilità amministrative, se ne hanno il coraggio, devono tirare fuori gli attributi, affrancandosi dall’egemonia di chi ha lavorato per la loro elezione, smettendola con le promesse di “fare qualcosa” mentre l’ospedale muore. Ma ormai appare chiaro a tutti, l’ospedale  di Giarre  sarà svenduto, quindi, per un preciso calcolo politico. Si porterà a termine così l'operazione  che è iniziata già con il silenzio della passata amministrazione. Insomma, i giarresi  che negli ultimi anni hanno premiato il centrodestra con decine di migliaia di voti, vengono ricambiati da una classe dirigente del centrodestra siciliano che gli frega  l'ospedale. Tutto ciò, vale la pena sottolinearlo ancora una volta, anche per la scarsissima rappresentatività del ceto di politico di maggioranza che oggi la città esprime. L'unico modo di invertire questa tendenza è quello di fare a latere della  commissione d'inchiesta un buon collegio di difesa, fatta da avvocati che magari per spirito di servizio difendono le ragioni della città e che si rivolgono alla magistratura ordinaria  e amministrativa per fare chiarezza  sulla incredibile sequela di omissione di atti d'ufficio, di false dichiarazioni, di abusi di potere che hanno consentito in questi anni di smantellare pezzo dopo pezzo l’ospedale di Giarre. Può darsi, come qualcuno dice, che le fattispecie di cui sopra sussistono, oppure tutto ciò non è vero e la classe politico di cui abbiamo parlato non ha responsabilità. Bene, allora non ci dovrebbe essere problema ad affidarsi alla lente della Magistratura…o no?

(Alberto Cardillo - IVespri, 05/10/2013)

sabato 28 settembre 2013

Libri. Gabriele Marconi torna in libreria con "Fino alla tua bellezza"

Sabato scorso, presso la sede catanese di “Spazio libero Cervantes”, si è tenuta la presentazione del nuovo libro di Gabriele Marconi: Fino alla tua bellezza. 
Gabriele Marconi è giornalista-scrittore “alternativo”, è tra i fondatori della Società Tolkieniana Italiana, ha collaborato al “Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien” ed è già stato autore di libri di successo come “Le stelle danzanti”, romanzo dedicato all’epopea dannuziana di Fiume. Ha partecipato, inoltre, come autore alla trasmissione di Radio2 Rai “La Storia in giallo” e inciso due album musicali. 
Nel suo ultimo romanzo "Fino alla tua bellezza" racconta una storia di uomini immersi in un contesto storico fondamentale per la storia europea. Una storia d'amore e di lacerazioni, di idee e di combattimenti.
Il romanzo è ambientato in Spagna nel 1937. In una nazione sconvolta da una sanguinosa Guerra civile Giulio Jentile e Marco Paganoni, dopo aver condiviso il fermento rivoluzionario dell'impresa fiumana di Gabriele d'Annunzio, si ritrovano sul fronte franchista a combattere una loro guerra diversa e privata. All'indomani della battaglia di Guadalajara, si avventurano dietro le linee nemiche per salvare l'anarchico Dado, loro compagno a Fiume, ora condannato a morte dagli stalinisti. Inizia così il romanzo di Marconi, fondato sull'amicizia e sul coraggio, dove la Storia non è che il tragico sfondo contro il quale gli uomini lottano per restare fedeli ai propri ideali e ai propri affetti.
“Ho scritto questa storia -racconta Morsello- pagina dopo pagina, non ho predisposto nulla, non ho telecomandato i personaggi in base a idee precostituite. Credo che questo sia il segreto fondamentale nella costruzione di una storia veramente sentita”.
(Alberto Cardillo - I Vespri, 28/09/2013)

Sisma del 2002, Calabretta: "Lo Stato truffa i cittadini onesti"

Per raccontare questa storia di italica ingiustizia bisogna tornare indietro di qualche anno.
Era la fine del mese di ottobre 2002, alle 11:02 una fortissima scossa, concomitante con l’eruzione del vulcano Etna, scuote la zona jonico-etnea e parte dell’acese, colpendo maggiormente i Comuni di Santa Venerina, Giarre, Acireale, Sant’Alfio, Milo. Il bilancio è catastrofico: centinaia di feriti, 1.300 senza tetto, 3.000 coloro che hanno subito danni.
Per fronteggiare le pesanti ripercussioni della calamità naturale, il Governo Berlusconi decise di dichiarare lo Stato di emergenza, sospendendo il pagamento delle tasse fino al 2005 per i cittadini dei Comuni più colpiti.
Da quella data in poi i cittadini avrebbero potuto pagare il tutto o in un'unica soluzione o in una rateizzazione con 304 rate. Quindi da una parte vi furono coloro che preferirono pagare ugualmente, mentre dall'altra molti decisero di attendere la rateizzazione, e altri -che come spesso accade in Italia- approfittarono della situazione per cercare di non pagare quasi del tutto.
Nel 2007, al fine di incentivare a pagare chi ancora non lo aveva fatto, fu concessa una regolarizzazione: versare i tributi dovuti all’erario ma con uno sgravio del 50%. A questo punto entra in scena il comitato spontaneo “Sisma 2002”, rappresentato dal Dottore Commercialista acese, Rosario Calabretta.
Da allora il comitato di cui sopra si batte contro quella che definiscono una vera e propria “truffa a danno dei cittadini onesti che pagano le tasse”. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo raggiunto al telefono Rosario Calabretta. “Ci troviamo di fronte ad una vicenda di maleducazione fiscale -afferma il portavoce di “Sisma 2002”- come al solito il fesso è chi paga, chi non paga trova sempre una scappatoia. Chi dopo il 2005 ha pagato tutte le tasse è stato trattato in modo diverso da chi non ha pagato e dopo il 2007 ha potuto usufruire di uno sgravio del 50%.”
Questa vicenda, ricorda inoltra Calabretta, ricalca da vicino quella del 1990, quando a seguito di una calamità naturale causata sempre dai movimenti tellurici dovuti all’attività dell’Etna, fu concessa dapprima una proroga per il versamento dei tributi e poi seguirono una serie di sgravi per chi non aveva pagato che arrivarono addirittura fino al 90%. “Oggi -ricorda Calabretta- vi sono molti cittadini che vogliono indietro i soldi che hanno versato, chiedendo pari trattamento con gli altri più avvantaggiati che hanno usufruito degli sgravi. Per questo chiediamo allo Stato di mettersi in regola, anche perché ben tre sentenze della Cassazione hanno dato ragione alle istanze di quei cittadini a tutti gli effetti truffati dall’erario. Sono oltre 70.000 i ricorsi in corso, cosa accadrà quando molti di questi arriveranno alla sentenza? Lo Stato dovrà restituire i soldi con l’aggravio dei tanti interessi”.
Ma a che punto è oggi la battaglia che si è intestata il Comitato “Sisma 2002”?
“Dopo quasi dieci anni di lotte -spiega un quasi rassegnato Calabretta- mi sento un po’ disarmato. Gli alti piani della politica non ci hanno sostenuto, anzi c’è stato una sorta di muro di gomma d’innanzi al quale si sono schiantate le richieste di decine di migliaia di cittadini. Nonostante tutto, comunque, abbiamo coinvolto il Consiglio Provinciale di Catania e tutti i 13 Consigli Comunali dei Comuni dove ricadeva l’area dei cittadini che potevano usufruire degli sgravi. I Consigli -aggiunge Calabretta- hanno votato delle delibere chiedendo giustizia per i propri cittadini onesti e dandomi mandato per difenderli nelle sedi opportune”.
Nel 2011 qualcosa sembrava sbloccarsi, quando il Comitato rappresentato da Calabretta, ormai alla ribalta della stampa nazionale, fu ricevuto dall’allora Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale si impegnò nell’attenzionare la questione. Il gruppo di Futuro e Libertà formulò anche un’interrogazione al Governo, il quale rispose però che chi aveva pagato non aveva diritto ad alcun rimborso.
“Da allora la nostra battaglia ha subito un duro colpo -spiega un dispiaciuto Calabretta- molti di quelli che tra politici e rappresentanti delle categorie ci avevano dato sostegno, una volta spenti i riflettori dei media ci hanno abbandonati e oggi ci troviamo praticamente da soli. I politici locali che siedono a Roma non ci hanno aiutato e perfino la Confcommercio si è defilata quando abbiamo chiesto aiuto a loro per indire una class action. Questo fa capire -chiosa il portavoce di “Sisma 2002”- che è in gioco una grande partita di ordine non solo economico ma anche morale.
Noi comunque non molleremo finché non sarà fatta giustizia”.


(Alberto Cardillo - I Vespri, 28/09/2013)

Giarre: Cambia il comandante dei Carabinieri. Subito operazione anticriminalità

Il 20 settembre scorso, presso la sede della compagnia dei Carabinieri di Giarre, il nuovo Comandante  si è presentato alla stampa. Tenente, facente funzioni Capitano, Claudio Moschella, classe ’84, originario di Messina. Dopo aver frequentato l’accademia militare, ha prestato servizio come comandante e insegnante presso la Scuola allievi Carabinieri di Iglesias e negli ultimi due anni è stato Comandante del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Monreale.
Moschella subentra al Capitano Marcello Mari, quest’ultimo dopo quattro anni (in chiaro-scuro) è stato inviato in Emilia Romagna, alla guida della Compagnia di Ferrara.

In questi prima settimana di lavoro, il neo-Comandante ha fatto il punto della situazione con i suoi collaboratori, riunendo anche i comandanti di tutte le Stazioni facenti capo alla Comapagnia di Giarre.
Moschella, ha subito notato la differenza di fondo tra Monreale e Giarre, puntando l’attenzione sul fatto che quest’ultima a differenza di Monreale non è una città che per cultura e ragioni storico-sociali ha delle incrostazioni criminali insite nel tessuto sociale. Insomma, il Tenente ha subito capito che Giarre è una sorta di “nobile decaduta” in preda ad una violenta occupazione di vandali e criminalità comune di strada.

Negli ultimi anni la questione della sicurezza si è imposta tra i primi punti all’ordine del giorno nell’agenda del Comune di Giarre e di conseguenza di tutta la fascia jonica. Di chi è la responsabilità della recrudescenza del fenomeno della criminalità? Di certo, oltre allo scaricabarile tra istituzioni, i principali fattori sono l’asfissiante crisi economica e la mancanza di risorse adeguate per le forze dell’ordine, costrette a muoversi nell’ambito di una spesa contingentatissima e sotto organico.
A niente sono servite in passato le raccolte di firme di Azione Giovani per il potenziamento della locale Compagnia dei Carabinieri, e di Liberiecittadini per l’apertura di un Commissariato di Polizia a Giarre.

Comunque, il Tenente Moschella ha subito voluto far sentire la sua presenza, dando il via ad una operazione anticriminalità presso il quartiere popolare Jungo.
I militari, coadiuvati dai Vigili del Fuoco e da una squadra speciale di manutenzione dell’Enel, hanno setacciato palmo a palmo il quartiere, controllando garage, scantinati, cortili e anche alcune private abitazioni.
Scopo principale dell’operazione  era quello di scoprire eventuali attività criminali come spaccio o coltivazione di stupefacenti, ritrovamento di beni rubati e l’individuazione di allacci abusivi alla rete elettrica.
Per quanto concerne la parte anti-droga, l’operazione non ha dato i risultati sperati, poiché non sono stati riscontrati né coltivazione né spaccio di stupefacenti, è stato però scoperto un incredibile cunicolo sotterraneo dove non si esclude che fino a poco tempo fa potessero trovare deposito anche ingenti quantità di droga.
Sono state invece riscontrate anomalie nel funzionamento di alcuni contatori dell’energia elettrica, i quali presentavano evidenti segni di manomissione.

A quanto pare, l’operazione di setacciamento della città non finirà qui, infatti nei prossimi giorni dovrebbero essere messe in atto nuove attività di controllo a tappeto, specie nelle zone più popolari, storicamente teatro di numerosi illeciti.

Di certo sono già partiti i posti di controllo dei CC nel centro della città, infatti nei giorni scorsi sono state numerose le sanzioni a carico di automobilisti che hanno infranto il codice della strada, e soprattutto a carico di conducenti di motocicli e ciclomotori che non indossavano il casco, per i quali è scattato il sequestro del mezzo. 

(Alberto Cardillo - I Vespri, 28/09/2013)


venerdì 27 settembre 2013

In Grecia si fa il golpe. Silenzio dei media.

Ore di grande preoccupazione ad Atene. Qualche ora fa il sindacato degli ufficiali di complemento dell'esercito ha pubblicato su internet un forte comunicato, esplicitando precise e pesanti richieste.
I militari chiedono le dimissioni del governo e del presidente della repubblica, invocando un governo di urgenza nazionale, facendo fuori tutti i politici e annullando tutti gli accordi imposti dalla Troika.
La minaccia, presa molto seriamente anche dal Mossad, il potente sistema di servizi segreti israeliano (riconosciuto come il più affidabile del mondo), segue ai quasi dieci giorni di sciopero generale e agli scontri di piazza tra neonazisti e comunisti. Insomma, la Grecia è nel caos e il debole governo di popolari e socialisti non sembra in grado di poter reggere a lungo. Il timore ben fondato, nonostante il silenzio dei media di queste ore, è quello di un effetto domino nei paesi ridotti sul lastrico dalla grande crisi di questi anni.