mercoledì, aprile 25, 2007

25 APRILE...



«il comunismo ha provocato lutti e disastri imparagonabili al fascismo. E il fatto che la Costituzione non lo sancisca, non autorizza ad ignorare la storia».

Lorenzo Cesa


giovedì, aprile 19, 2007

L'ultimo Samurai...Parla Giovanardi il defensor CDL...


''Al di fuori di un rapporto di collaborazione e scambio con la CDl per l'Udc non esiste una
prospettiva politica ed elettorale'': e' uno dei passi centrali
della mozione che Carlo Giovanardi presenta al terzo congresso
del partito, candidandosi cosi' alla segreteria, in alternativa
a Lorenzo Cesa.
''L'Udc deve valorizzare al massimo le specificita' che
derivano dalla sua storia - si legge tra l'altro nella mozione -
dal suo retroterra culturale, dalle sue radici di ispirazione
cristiana. Non dobbiamo inoltre dimenticare che l'Udc, avendo
avuto anche fondamentali responsabilita' di Governo, deve saper
sviluppare al massimo i rapporti di collaborazione e di scambio
con tutti i partiti della CdL attraverso forme originali di
consultazione permanente su ogni questione di rilievo nazionale
ed internazionale, nel solco di una tradizione pluridecennale
che ha sempre visto la Democrazia Cristiana, da Alcide De
Gasperi ad Arnaldo Forlani, farsi carico delle ragioni di
coesione e valorizzazione delle alleanze, indispensabili per la
stabilita' del quadro politico ed il governo del Paese''
Secondo Giovanardi, '' al di fuori di questa prospettiva non
esiste avvenire politico ed elettorale per l'Udc, partito che
non puo' continuare a differenziarsi dagli alleati senza
proporre soluzioni adeguate e persuasive sul piano dei contenuti
e della elaborazione programmatica''.
Quanto alla riforma delle legge elettorale, compito dell'Udc,
a suo avviso, e' quello di realizzare una riforma nella
dialettica bipolare, che e' oramai ''un processo
irreversibile''. ''Il cittadino elettore - dice - deve stabilire
un rapporto diretto con i propri rappresentanti''. ''Siamo
percio' favorevoli alla adozione di un sistema elettorale -
prosegue - che garantisca al tempo stesso la rappresentanza e la
stabilita', il gioco dell'alternanza e il coinvolgimento diretto
delle tradizioni culturali piu' diffuse e radicate nella
societa', a condizione che gli elettori siano in grado di
scegliere prima del voto, il programma, la coalizione e il
leader che li rappresenta, senza anacronistici ritorni ad un
passato nel quale le forze politiche si ritenevano libere di
scegliere a piacimento le alleanze dopo aver raccolto il voto
degli italiani''. Questa che ho deciso di pubblicare è la dichiarazione dell’ultimo democristiano (che pur sempre tale comunque rimane) ragionevole rimasto in Italia. Non aggiungo altro.

venerdì, aprile 13, 2007


giovedì, aprile 12, 2007

Bene Presidente! Avanti così...


"Reticenze ed omissioni". Sono queste le accuse mosse dal presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, all'operato del governo e del ministro degli Esteri durante il sequestro del giornalista di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo. Replicando in aula a Montecitorio all'informativa di D'Alema, l'ex ministro degli Esteri ha spiegato che "quel che a noi risulta è che il governo Karzai non era disponibile ad accogliere le richieste dei terroristi talebani alla liberazione dei prigionieri. Karzai ha detto chiaramente di aver subito pressioni dal presidente Prodi. E nel momento in cui Karzai ha ceduto e si è piegato a questa richiesta, a noi risulta che Prodi ha vagheggiato l'ipotesi del ritiro dall'Afghanistan. Poi - ha aggiunto Fini - non bisogna lamentarsi se il presidente afghano afferma la linea della fermezza. Una fermezza che si esprime nell'arresto di Hanefi che risulta, come sanno tutti coloro che conoscono l'Afghanistan, l'anello di congiunzione tra Emergency e i talebani".Per questo, ha concluso il leader di An "non vi accusiamo di non avere fatto tutto quello che era in vostro potere per salvare gli ostaggi, ma vi accusiamo di omissioni".
Questo intervento segna una dicontinuità nella politica di "estremismo" centrista portata avanti dal Presidente Gianfranco Fini, il fatto assume ancora più valore perchè atto autonomo del Presidente di AN e non del Vice-Berlusconi, parte a cui tutti gli italiani si sono abituati a vederlo, sempre composto ed attento a non prendere posizioni diverse (o più moderate) da quelle del "CAPO".
Sopraccitato intervento che io personalmente condivido in parte, poichè non ha alcun senso storico,politico,morale e civile , trattare con i terroristi taglia gola, segna comunque, simbolicamente, una sostanziale presa di posizione autonoma della destra italiana, speriamo non sia solo una stella cadende...