sabato, marzo 31, 2007
domenica, marzo 25, 2007
Mastrogiacomo liberato? E CHI SE NE FREGA!
Ve lo dico io chi se ne frega. Se ne fregano i nostri soldati, che stanno li, proprio in Afghanistan, a servire la Patria (e purtoppo anche "altri interessi", mah, come si dice, tenté) per pochi quattrini e, sopratutto, con l'ingratitudine infame e i lazzi calunniosi dei debosciati anarcoidi nostrani. Se ne fregano i nostri pensionati (quelli della "minima sociale" e quelli dello Stato, che del riaggancio delle pensioni al costo della vita si sono fatti sogno, mentre e altri ne hanno "fatto beffa"). Se ne frega il tassista romano Albano Miti (esiste, controllate!) e tanti suoi colleghi che a fronte di "rotture quotidiane di attributi" in mezzo al traffico, a fronte di spese fisse che nessuno rimborsa se gli affari non vanno bene (chissà se lo rapissero i talebani, forse...), deve contrattare la sussistenza con i '"liberalizzatori" di turno. Se ne fregano gli automobilisti e i commercianti (quelli romani, ad esempio) che guardano il faccione di Mastrogiacomo appeso al Campidoglio e ricordano che da quel palazzo escono gabelle, tributi e vessazioni, a fronte di luminarie e servizi urbani poco migliori di quelli di Maputo. Se ne fregano i contribuenti italiani, tutti, ai quali la schiappa Padoa annuncia tronfio la bontà dei conti nazionali. E se ne fregano tutti gli italiani per i quali nessuno spenderebbe una parola, figuriamoci un euro, per il loro rilascio.Anzi di più: se ne fregano (e noi urliamo con loro chi se ne stra-frega), i milioni di italiani che che ogni giorno fanno i conti con una quotidianità disarmante di disservizi e diritti negati, di stato sociale millantato, di paure e insicurezze, di vergogne e ingiustizie che non hanno pari in nessun Paese d'Europa.Me ne frego proprio, e lo urlo nel modo più incisivo e politicamente scorretto, di questa sarabanda di buffoni ed ipocriti, cattocomunisti e "libertari" che straparlono e piagnucolano di "libertà, pace e verità" assolutamente soggetive. Vadano, vadano, e magari di corsa, vadano otto ore al giorno in mezzo al traffico come Albano Miti: "tassisti coatti", al servizio della città. Nominati, con licenza gratuita, del Sindaco Veltroni, e solo "obbligo morale" dell'otto per mille ai Focolarini, alla comunità di Sant'Egidio o all'ONG del signor Strada.Vadano per la loro pace e, soprattutto, lascino in pace le nostre orecchie, troppo stanche delle loro giaculanti mediocrità.

