SI allo svecchiamento, NO alla perdita dei valori

Sarei grandemente ingenuo (e masochista) se fossi contrario allo svecchiamento dei partiti, poichè sono consapevole che i cambiamenti radicali di cui la nostra Italia ha tanto bisogno, possono essere compiuti solo dalla nostra generazione, nel momento in cui la classe dirigenziale dei partiti, quella degli over 60 e 70 andrà in congedo. La politica italiana è vecchia, e la seconda repubblica non è stato altro che una figlia distorta e pasticciona della prima, dato che da 13 anni nulla è cambiato, le clientele sono rimaste, politici sepolti dal discredito (e anche da qualcos'altro) sono a capo di importanti ministeri, e magistrati che hanno condotto la battaglia di "mani pulite" stanno al governo con gli ex imputati. E' un paese molto strano l'Italia, è il paese dei ricchissimi e dei poverissimi, delle adunate oceaniche e di piazzale Loreto, degli ex comunisti che fanno il partito unico con gli ex democristiani, insomma di stranezze ce ne sono tante, e nonostante tutto questo movimentismo della politica,tra liti, scandali, scissioni, unioni, coalizioni strampalate...questa politica italiana, è la più inefficiente e costosa del mondo. Questa è la politica del DDL Mastella, che vuole tappare la bocca a magistrati e giornalisti su tutto quello che riguarda l'"intoccabile" classe politica, non a caso è l'unico provvedimento di questa legislatura su cui si è trovata una larga intesa. Chi crede quindi che io sia un sostenitore di questo sistema politico, beh allora non ha capito un tubo di me e della mia idea di politica dell’avvenire, testimonianza ne è il fatto, che l’anno scorso nel mio piccolo, ho sostenuto il SI al referendum sulla modernizzazione di una ormai vetusta costituzione, centralista e burocratica, al fine di snellire il colossale e inutile marchingegno legislativo, con la spartizione dei compiti tra Camera e Senato, e con la progressiva riduzione delle poltrone in Parlamento. Comunque ormai tutto ciò appartiene al passato, e bisogna guardare avanti, e in un mondo politico in continua perdita di valori e credibilità, è dovere di noi giovani gettare il cuore oltre l’ostacolo, affinchè la politica ritorni sui suoi passi, tra la gente e per la gente. Quindi per me, il bandolo della matassa sta nel ritrovare i valori perduti per strada, da partiti figli del calore popolare, ma questo non è un ritorno all’indietro, se io dico che AN deve ritornare a fare la destra nazionale, non dico come qualche facinoroso “dicce quarcosa de destra…A FROCI!”, no, non è questo il ritorno alla vera destra a cui invoco io, per me c’è il bisogno di tornare a fare un welfare serio, una vera difesa dell’imprenditoria nazionale, battendosi a livello internazionale affinchè in paesi come la Cina si rispettino i diritti umani dei lavoratori, in modo da colmare il GAP delle imprese italiane che invece vengono sommerse da una montagna di tasse; bisogna che l’Italia torni a reclamare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo, con la costruzione di infrastrutture che facciano del nostro paese la piattaforma logistica per gli scambi commerciali e culturali tra occidente e oriente,e quindi incentivando anche il turismo proveniente dalle nuove potenze mondiali. Credo che questi non siano dei punti programmatici retrogradi, o frutto di ideologie stagnanti. Il padre indiscusso della destra italiana, Giorgio Almirante, disse nel suo famoso discorso di fine campagna elettorale del 1976 in Roma : “Chi ha combattuto per ideali per i quali si è sacrificato sin dalla prima giovinezza, è chiamato a trasformare la propria fede in azione!Verso l’avvenire!”, ed è rifacendomi a queste parole che affermo con tutta sicurezza, che non possono esistere partiti senza identità, perché persa questa si cade nella banalità e nel materialismo, sono forse proposte di destra far studiare il corano nelle scuole o dare il voto agli immigrati? Io sinceramente non credo proprio, e come me non lo crede nemmeno la base di AN e il suo elettorato che non seguono più “l’eterno delfino”. La riscossa della destra, deve ripartire da AN non c’è dubbio, ma ciò avverrà solo se si invertirà radicalmente il cammino, tornando alle origini di Fiuggi, quando AN era il partito che poteva vantare una superiorità intellettuale e politica, perché figlia dell’unico partito non rimasto vittima delle tristi vicende di tangentopoli, solo così si potrà ricominciare a percorrere la strada che porta verso il futuro e il progresso .

4 Comments:
Inosomma alberto sto d'accordo con te per quanto riguarda il recupero dei valori,ma non credo che AN ne sia capace, ormai è un partito senza storia ne identità.Spero che Storace faccia al più presto la costituente di destra, solo lui può salvare la destra italiana.
massimo sei un frocio!!!!!!
non ti rispondo perchè stare veramente a destra è x prima cosa sinonimo di grande educazione e superiorità.
"Si ammazza troppo poco"
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